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Dopo il primo mese di collaborazione con il Dott. Stefano Rocco, abbiamo lanciato un nuovo format: quello delle testimonianze. L’obiettivo era chiaro: attrarre nuovi pazienti anche al di fuori della Penisola Sorrentina, dove ha sede lo studio, a Meta. Per farlo, abbiamo realizzato un video con una testimonianza simulata: una paziente che raccontava di aver percorso 80 km pur di risolvere il suo problema.
Quando abbiamo iniziato, il profilo Instagram contava circa 800 follower, mentre TikTok era praticamente assente!
Il risultato?
Quel singolo contenuto ha totalizzato 2,3 milioni di visualizzazioni tra TikTok e Instagram, generando 37.018 interazioni e 12.107 nuovi follower.
È stato il primo esperimento del format testimonianze per il Dott. Rocco, e ha dato una spinta decisiva alla crescita del profilo. Da lì, abbiamo continuato a testare e ottimizzare, con risultati che continuano a sorprendere.
Il tutto, senza investire un euro in sponsorizzazioni: solo la forza dell’organico e degli short video.
Sembra impossibile?
Per noi è solo un altro caso di successo.
Il video racconta la storia di Antonella, una paziente che ha percorso 80 km per sottoporsi alla terapia con la pompa diamagnetica.
Perché abbiamo scelto questo concept?
Il dottore stava riscontrando difficoltà ad attrarre pazienti al di fuori della Penisola Sorrentina. Abbiamo deciso di puntare sull’elemento che lo rende davvero unico: l’utilizzo della pompa diamagnetica, una tecnologia innovativa ancora poco diffusa, di cui è uno dei pochi specialisti in Campania a disporre.
L’idea era semplice ma potente:
Se hai un problema serio, non conta quanto devi spostarti per risolverlo. Meglio fare qualche chilometro in più, che perdere tempo con terapie inefficaci dietro casa.




Tutto questo senza spendere un solo euro in sponsorizzazioni soltanto con 1 Short Video.
I primi secondi di un video sono tutto. Se non catturi l’attenzione subito, hai perso la partita.
Il video inizia con un’affermazione forte e memorabile: “Antonella ha fatto 80 km per la pompa diamagnetica.”
Cattura subito l’attenzione e incuriosisce lo spettatore.
Questo elemento è stato decisivo per generare engagement, perché enfatizza il concetto di sacrificio e urgenza nella ricerca della soluzione.
I migliori contenuti virali spesso sono quelli che risolvono problemi reali.
Cosa abbiamo fatto?
“Avevo provato laserterapia, tecarterapia, ultrasuoni… ma senza risultati.”
Abbiamo chiesto ad Antonella di dire esattamente queste parole, per enfatizzare ancora di più il concetto del “puoi provare anche tu le stesse terapie dal fisioterapista vicino casa, ma non risolverai il tuo problema.”
Dopo pochi trattamenti, Antonella si dichiara guarita.
Il risultato? Chi ha vissuto lo stesso problema si sente capito, trova una speranza concreta e interagisce con il contenuto: lo salva, lo condivide, lo commenta.
Per trasformare l’interesse in azione, serve una chiamata diretta ma efficace.
Abbiamo usato una frase semplice e mirata:
“Se soffri di edema osseo e gonartrosi, scopri anche tu i benefici della pompa diamagnetica!”
Un invito chiaro, che parla a chi vive lo stesso problema → Chi si riconosce si sente coinvolto e spinto ad agire subito.
Il successo del video non è stato casuale, ma il risultato dell’attivazione consapevole di meccanismi psicologici chiave, pensati per generare attenzione, coinvolgimento e interazione.
Le persone tendono a fidarsi di contenuti che riflettono le loro esperienze.
Mostrando una storia familiare, il video ha attivato empatia e senso di vicinanza.
Quando un messaggio riflette una sfida reale vissuta anche dallo spettatore, si crea immediatamente attenzione.
“Anche io ho provato quelle terapie, senza risultati…” diventa il gancio emotivo.
Il contenuto descrive esattamente una situazione vissuta da molti.
Questo genera una connessione forte e autentica, aumentando la probabilità di interazione.
Fin dai primi secondi, chi guarda si riconosce nel problema esposto.
Questo aumenta il tempo di visione e l’interesse verso la soluzione.
Il video non si è limitato a raggiungere numeri impressionanti: ha attivato una conversazione viva, partecipata e, soprattutto, veritiera. I commenti raccontano un’urgenza condivisa, una richiesta collettiva di aiuto e chiarimenti, che ha trasformato il contenuto in un vero punto di riferimento per chi soffre di problematiche articolari e muscolari.
Oltre 150 commenti chiedono lo stesso dettaglio logistico. Questo non è solo un segnale di interesse, ma un indicatore preciso: il pubblico vuole agire subito. La distanza geografica diventa spesso il primo ostacolo percepito, ma anche la prova dell’efficacia percepita (“Se mi sposto per curarmi, deve davvero funzionare”).
Molti utenti condividono la propria storia clinica, con un tono intimo e personale: diagnosi, fallimenti terapeutici, operazioni subite. L’effetto? Una comunità di persone che si riconoscono nel problema, rafforzando il principio di similitudine e di risonanza. Questo genera un legame emotivo fortissimo con il contenuto e con il dottore.




Le testimonianze video del Dott. Stefano Rocco hanno colpito un pubblico ampio, ma sorprendentemente ben segmentato.
Molti dei commenti provengono da persone che convivono con dolori cronici o disturbi invalidanti (come gonartrosi, ernie, lombalgie). A questi si aggiungono figli, partner o familiari che cercano risposte per i propri cari. In loro, la componente emotiva è altissima: c’è speranza, frustrazione per le terapie fallite, e tanta voglia di “provare anche questo”.
Una fetta del pubblico si approccia con diffidenza (“Ma funziona davvero?” – “È solo placebo?”), aprendo dibattiti nei commenti. Questo ha alimentato una conversazione viva, che non si è limitata al like, ma ha generato interazione reale.
In più di un video, compaiono commenti da figure tecniche che chiedono informazioni sulla pompa diamagnetica o che si complimentano per l’approccio innovativo. Alcuni hanno anche consigliato il trattamento ai propri pazienti.
Questo caso dimostra come un contenuto ben costruito e ancorato alla realtà delle persone possa trasformarsi in uno spazio di confronto autentico, dove informazione, emozione e azione convivono.
E TikTok & Instagram lo premiano: scroll, risposte, like, salvataggi. Tutti indicatori che spingono l’algoritmo ad amplificare il messaggio.
Questo caso studio dimostra che la viralità non è mai casuale, ma frutto di una strategia precisa.
L’hook “Antonella ha fatto 80 km” è stato un fattore determinante per il successo del video, comunicando un messaggio chiaro: se vuoi risolvere un problema, è meglio fare qualche chilometro in più piuttosto che perdere tempo con terapie inefficaci.
Grazie al format della testimonianza di Antonella, il profilo del Dott. Stefano Rocco ha registrato una crescita esponenziale e continua a ottenere risultati sorprendenti.
Questo primo successo ci ha spinti a replicare il format per capire se potessimo ottenere lo stesso impatto anche con altri contenuti simili.
Spoiler: ci siamo riusciti!
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